Non è un addio Simoncelli
per noi che le moto le abbiamo nel sangue, è sempre un continuo viaggio e mai uno stop.
E' più un arrivederci, là dove i circuiti non sono pericolosi e, dove correre resta una passione per sempre.
Corri pure avanti, tanto al prossimo giro ti riprendiamo, ed insieme, si correrà all'unisono.
Un augurio, un augurio di serenità e pace profonda.
#Sic ..."Adelante, adelante adelante c'è un uomo al volante, che sembra un diavolo"......
Buon viaggio Simoncelli, verso traguardi più alti.
Ciao Sic.
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domenica 23 ottobre 2011
Simoncelli è solo andato avanti.
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La Casa Del Benessere
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12:01
venerdì 16 settembre 2011
Bondage: quello che non sapete e che dovreste sapere.
Premessa:
E' d'attualità in questi giorni parlare di Bondage, non tanto per descriverne l'arte che rappresenta, piacevole o meno, ma per associarla come arma del delitto (quindi per alcuni pericolosa ed illegale) all'omicidio della ragazza Paola Caputo, avvenuto a Roma pochi giorni fa.
Non avendo molta conoscienza di questa "Arte/tecnica" utilizzata per procurare piacere, ho cominciato a raccogliere informazioni.
Tra tutte quelle che ho avuto modo di leggere, perlopiù bacchettone, una mi ha affascinato particolarmente, sia per il modo in cui lo scritto si legge piacevolmente, sia per la serietà con cui viene scritto il pezzo stesso.
Sappiamo bene che la linea di confine tra "deviazione sessuale" e " tecnica amatoriale" è molto sottile, ma come in tutte le "Tecniche", se c'è l'abuso e il non rispetto delle regole, si sconfina nell'illegalità.
Penso che questo pezzo meriti di essere letto fino in fondo.
A.Rumi
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Mi ami? Soffochiamo insieme. Il popolo del bondage nella penna di una scrittrice erotica
E' d'attualità in questi giorni parlare di Bondage, non tanto per descriverne l'arte che rappresenta, piacevole o meno, ma per associarla come arma del delitto (quindi per alcuni pericolosa ed illegale) all'omicidio della ragazza Paola Caputo, avvenuto a Roma pochi giorni fa.
Non avendo molta conoscienza di questa "Arte/tecnica" utilizzata per procurare piacere, ho cominciato a raccogliere informazioni.
Tra tutte quelle che ho avuto modo di leggere, perlopiù bacchettone, una mi ha affascinato particolarmente, sia per il modo in cui lo scritto si legge piacevolmente, sia per la serietà con cui viene scritto il pezzo stesso.
Sappiamo bene che la linea di confine tra "deviazione sessuale" e " tecnica amatoriale" è molto sottile, ma come in tutte le "Tecniche", se c'è l'abuso e il non rispetto delle regole, si sconfina nell'illegalità.
Penso che questo pezzo meriti di essere letto fino in fondo.
A.Rumi
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Articolo di Cristiana Formetta.
Mi ami? Soffochiamo insieme. Il popolo del bondage nella penna di una scrittrice erotica
"Il cosiddetto 'sesso estremo' è praticato da coppie normalissime e
signore con la messa in piega". Da un blog a tema, la scoperta
dell'autrice: le tecniche erotiche più esasperate sono praticate da una
fetta inimmaginabile di gente.
C’è bisogno di riflettere su questa parola: consapevolezza. Nel bondage in particolare, va intesa come sinonimo di sicurezza, perché solo la consapevolezza dei propri desideri e dei propri limiti conduce al piacere. Ma i fatti di Roma che hanno portato alla tragica morte di una giovane ragazza hanno rimesso in discussione proprio la questione “sicurezza”. Il bondage non è meno sicuro del bungee jumping o di altri sport estremi, purché non si commettano imprudenze. Soter Mulé, l’ingegnere romano esperto di shibari, non aveva un coltello a portata di mano per tagliare le corde al primo accenno di pericolo – possibile nel breathplay – e questo è stato un errore fatale, che mai sarebbe dovuto accadere. Sbagliato invece addossare la responsabilità di questo errore anche a chi il bondage lo pratica con rispetto per la sicurezza degli altri. Il bondage, soprattutto nella sua variante shibari, una pratica antichissima che risale addirittura all’epoca dei samurai, tanto da venire utilizzata per immobilizzare i prigionieri mediante delle funi. Oggi si usano catene, manette, polsiere in velcro o in seta finissima, e il piacere che deriva dal sentirsi totalmente in balia di un’altra persona è tale da rendere superfluo anche il rapporto sessuale.
Di conseguenza, s’intuisce che il bondage non è un gioco erotico mortale, come ha detto qualcuno. E tantomeno un divertimento da pervertiti. Tuttavia, parlarne in questi termini fa tendenza. Ma come definire l’eros estremo se non come un’altra faccia dell’amore? Quando ho scritto Fetish Sex ho deciso di raccontare l’altra faccia dell’amore attraverso otto storie di sesso estremo. Una di queste, raccontava la disavventura di un giovane diviso tra il desiderio di vedersi legato e immobilizzato, e la paura di confessare alla fidanzata questa fantasia. Il timore di venire additato come un malato o un pervertito, alla fine lo spingerà a chiudersi in casa per legarsi in solitudine, senza riuscire a liberarsi. Già dalla prima presentazione in libreria, ho potuto constatare che il racconto, nonostante il lieto fine, lasciava nei presenti un vago senso di inquietudine misto a eccitazione. Così a fine serata c’era sempre qualcuno che si fermava a parlare con me perché voleva sapere di più sull’argomento. Voleva sapere qual era il modo giusto per legare una persona, o per farsi legare. Soprattutto voleva conoscere i rischi e le conseguenze di un tale gioco. Questi curiosi non assomigliavano agli orchi cattivi delle fiabe, al contrario erano persone dall’aspetto comune, di quelle che potreste incontrare tutti i giorni in ascensore o sull’autobus. Non pervertiti, ma persone normalissime. Ricordo, tra gli altri, un giovane studente universitario dai capelli ricci e biondi come un cherubino, un paio di infermiere dalla risata contagiosa che mi assillavano con domande su manette e bavagli, e tantissime coppie sposate che cercavano di mantenere vivo il rapporto attraverso nodi fatti ad arte.
Gente di ogni paese e di tutte le età, uomini e donne accomunati dal medesimo bisogno di qualcosa che non si contrappone all’amore, ma viaggia sopra un binario parallelo. Si tratta di esploratori. Proprio come la signora che l’anno scorso si piazzò di fronte a me durante un reading, seduta in prima fila. Sui cinquanta, ben vestita, con i capelli freschi di messa in piega, insomma la classica “sciùra perbene” che si occupa di annaffiare le piante ai vicini che sono in ferie. In grembo aveva una specie di taccuino dove prendeva appunti. Ogni tanto annotava qualcosa, poi tornava sui suoi passi e tirava una linea su quanto aveva scritto in precedenza, per ricominciare tutto daccapo. Una parola. Una linea. Un’altra parola. Un’altra linea. Andò avanti così per tutta la sera, tanto che alla fine volevo sapere cosa aveva scritto su quei fogli. Soprattutto volevo sapere cosa aveva cancellato e perché. Le mie parole l’avevano offesa? I miei racconti avevano urtato la sua sensibilità? Dovevo conoscerla, parlare con lei e chiederle del taccuino. Esattamente ciò che ho fatto al termine del reading. Così ho avuto modo di constatare che la signora non si era limitata a prendere appunti, ma accanto a ogni nota aveva scritto il nome di un uomo, l’amico che secondo lei poteva essere più disponibile a fare certi giochi. Salvo cambiare idea poco dopo e tirare una bella linea su quel nome. Niente di grave comunque, perché a giudicare dagli scarabocchi sulla pagina, la signora doveva avere tanti amici. Che non sono dei pervertiti, ma certamente sono numerosi.
il
12:14
lunedì 5 settembre 2011
Twitter: “Hashtag #mistero” per la Omonima Trasmissione Mistero.
E già, sembrerà strano, ma ieri sera,
in contemporanea con l'inizio di stagione della trasmissione Mistero
( Italia 1), ne andava in onda una via WEB su Tweetter, la
web-cronaca satirica.
È bastato un clic su #mistero, e dopo
trenta secondi son cominciati ad arrivare tweet di ogni sorta.
Certo che la trasmissione c'ha messo
del suo, e molto di più.
Tutti si chiedevano quanto Bossari
stesse fingendo nell'interpretare la parte del fifone ( e non vi cito
i commenti) e quanto gli ospiti della trasmissione fossero finti.
Dalla tizia rapita continuamente
egiornalmente dagli alieni ( appuntamento mancato al parco) alle
varie medium che si sono susseguite via via.
Gli effetti e le musiche facevano la
loro porca figura.
E che dire di Adam, sembrava vestito da
'ultimo dei mortal combat, e la domanda è: stata Ma lo pagano?
E poi arriva lo stupefacente (nel senso
che per renderlo credibile bisognava farsi una canna) servizio sulle
carceri di Torino. La medium riesce a liberare uno spirito che da
anni aspettava la trasmissione Mistero per dire 4 cagate e poi
andarsene.
Adesso è andato in pace! Ma ci siamo
domandati: E se aveva l'ergastolo a vita? Mah! Mistero.
Poi arriva il pezzo forte, dove Jane
Alexander (conduttrice 2011), fa tutta una pantomima, mostrando
forte preoccupazione sulla sua incolumità all'interno della
struttura di un manicomio e decide di andarsene.
Ma udite udite, i ghost-hunt sono
riusciti a registrare una voce di spirito con il loro “Ultravoce”
che, riproposta ai microfoni della telecamere, sussurra: “Merda”.
E qui non vi dico il tono i tweet che
sono piovuti.
Comunque, alla fine di tutto, al di là
del "bello o brutto", la trasmissione ci ha offerto un attimo di
aggregazione e svago, cosa che in questi giorni giova molto.
Oggi, comincia a girare #piazzaffari
proposto da tutti quelli che si stanno mobilitando per lo sciopero di
domani 06 settembre 2011, ma questo sarà un altro Hashtag.
A.Rumi
il
20:30
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