mercoledì 10 giugno 2009
Berluscolandia
di FILIPPO DI GIACOMO 06/06/2009
L'abitante medio di Berlusconilandia si avvicina alla sessantina. Da adolescente, ha avuto la fortuna di accedere ad un sistema scolastico libero e gratuito, di ottima qualità. E sempre "a gratis", come dicevano i sudditi del papa Re, è stato assistito, per almeno tre decenni e mezzo, da un sistema sanitario che gli americani nemmeno sognavano. Così, in buona salute e pervaso da idee altruiste, ha partecipato ad un'indimenticabile stagione politica -tra gli anni Settanta-Ottanta- dove tutti pensavano di avere un solo fine, quello di garantire diritti uguali per tutti e a vantaggio di tutti.
Oddio, anche l'abitante medio di Berlusconilandia ha letto Orwell e...............continua
Anatomia Berlusconiana da "El Pais"
MIGUEL MORA 07/06/2009
Decine di voli di stato e privati portano ogni fine settimana in Sardegna un esercito di bellezze che intrattengono il capo del governo italiano ed i suoi amici. Dopo le accuse della first lady e del "Noemigate", l'Italia rivela al mondo il suo clima di basso impero. Costerà caro a Berlusconi?
Giardini infiniti, laghi artificiali, organi sessuali all'aria, giochi lesbici, effetti speciali, pizza e gelato gratis... Una residenza geriatrica ricolma di corpi stupendi. Le fotografie censurate in Italia........Continua
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Referendum 2009 "Perché votare SI"
I quesiti in pillole
Testo dei quesiti
7 giugno 2009
Tutte le bugie sul referendum
Undici risposte ad undici obiezioni
- Il referendum è inutile perché non cancella le liste bloccate. E’ vero che non cancella questo sconcio. Purtroppo non è possibile farlo con un referendum. Ma questo è il referendum contro la "legge-porcata” di Calderoli, e se passerà il suo significato politico sarà questo: il Parlamento sarà costretto a fare le riforme che oggi non vuole fare. Sarà una scossa che rimetterà in moto le cose. A suo tempo neanche l'elezione diretta del sindaco era tra i quesiti (anche quella non poteva esserci), ma la vittoria del sì nel '92 obbligò il Parlamento a vararla. Della “porcata” il referendum cancella invece un’altra vergogna, la possibilità di candidature multiple. Piuttosto la domanda da fare è questa: c’è qualcuno che crede che, se il referendum fallisse, i partiti farebbero le riforme? No, se il referendum fallirà tutto resterà come prima. Qualcuno andrà in tv e dirà: “Vedete? Gli italiani sono contenti di questo sistema elettorale e di questa politica” - Il referendum non serve, perché dopo i partiti cambiano tutto. A volte è capitato. La legge sul finanziamento dei partiti è stata scippata in modo vergognoso dal Parlamento, e la stessa legge Calderoli ha stravolto vergognosamente il referendum del '93, anche se ha comunque dovuto rispettare almeno il principio del bipolarismo, proprio perché quella scelta gli elettori l'avevano voluta e la vogliono ancora fortemente. Per il resto l'attuale legge è una porcheria. Consente ad un partitino di mettere la maggioranza con la schiena al muro e di minacciare continuamente le crisi di governo. Non dobbiamo arrenderci a questa situazione. Questo è un referendum proprio contro quello “scippo”. Del resto la storia d’Italia è stata fatta molto dai referendum, e la maggior parte delle volte il risultato è stato rispettato. La elezione diretta del sindaco è sempre lì. - Con le elezioni il quadro politico è stato semplificato, e il referendum è dunque superato. Quando abbiamo raccolto le firme non esistevano né il PD né il PDL, ed è stata proprio la campagna referendaria a spingere i partiti a fare queste aggregazioni. Ma la politica italiana è ancora instabile. Se vince il sì questi partiti rimarranno uniti e ci avvieremo al bipartitismo. Se il referendum perde si può sfasciare tutto. E poi l’instabilità c’è con qualsiasi coalizione, anche di tre partiti. Basta ricordare il ricatto della lega per non fare l’election day con il referendum il 6 e 7 giugno. Ma si possono immaginare Obama, Sarkozy o Zapatero andare in televisione e dire “io vorrei fare questa cosa per il bene del paese, ma se la faccio gli alleati mi fanno la crisi di governo. E quindi non la faccio”? È proprio quello che Berlusconi ha dovuto ammettere soltanto poche settimane fa di fronte al ricatto della Lega sulla questione dell'abbinamento del referendum all'election day. Quello che cambierebbe è che nessun partito delle coalizioni di governo potrebbe ricattare gli alleati. Non ci sarebbero stati i diktat dei Mastella e dei Giordano della scorsa legislatura nel centro-sinistra, e dei Bossi e dei Maroni nel centrodestra in questa. Una cosa deve essere chiara: IN NESSUN PAESE CHE CONTA UNA MINORANZA PUÒ FAR CADERE IL GOVERNO. PER QUESTO L’ITALIA NON CONTA - Le leggi elettorali deve farle il Parlamento. In linea di principio ciò è giusto, ma in Italia le uniche riforme, come il maggioritario e la elezione diretta del sindaco, del presidente della provincia e del governatore, sono state fatte, a furor di popolo, dai referendum degli anni '90. Il Parlamento parla di riforme da trent’anni, ma è bloccato
perché controllato dai partiti che non le vogliono. Soltanto i cittadini possono cambiare e dare un scossa perché si facciano le riforme. - Il referendum è pericoloso: aiuta Berlusconi. Qualunque sia la posizione politica che si ha, questa è comunque una grandissima balla. Dicono che se passa il referendum Berlusconi e il suo PdL, con il 40% dei voti, prende il 55% dei seggi in parlamento. Attenzione, può avvenire già oggi con l'attuale legge-porcellum. Per fare questo Berlusconi non ha alcun bisogno del referendum che su questo punto non cambia niente (i cambiamenti sono altri). Tutto questo è un effetto della legge elettorale oggi in vigore, la quale già prevede che alla lista più votata venga attribuita anche la maggioranza assoluta dei seggi in palio. - E’ antidemocratico che un partito del 40% abbia il 55% dei seggi. No, questo non è vero. Nei paesi anglosassoni, la culla della democrazia, ciò accade spesso. Thatcher e Blair hanno sempre governato con queste percentuali, e nel 2005 Tony Blair, con il 35,3% dei voti, ha preso il 55 % dei seggi ed ha eletto 360 deputati contro i 260 di tutte le opposizioni. Il maggioritario è questo: chi vince governa, chi perde controlla. - Ma addirittura con il 20% dei voti si può prendere la maggioranza assoluta dei seggi. Ancora una volta occorre ricordare che questo può accadere anche oggi, proprio con la legge che combattiamo, e non sarebbe un effetto del referendum. Se una coalizione prende il 20%, la seconda il 19%, la terza il 18% e le altre ancora meno, la prima ha la maggioranza assoluta in Parlamento. In realtà però si tratta di un’ipotesi teorica, sostanzialmente impossibile a realizzarsi. Già oggi i due principali partiti hanno più del 20%! E poi il desiderio di vincere spinge a fare aggregazioni vaste, per battere l’avversario. Nel 2006 questo ha portato ad aggregazioni enormi, 16 partiti da una parte e 17 dall’altra. Se passa il referendum chi vuole aggregarsi per vincere dovrà fare una lista unica, con grande vantaggio per la stabilità e la chiarezza. - Il referendum rafforza soltanto chi ha la maggioranza. Non è vero. Aiuta anche l’opposizione, anzi forse ancora di più. Quando ci sono le elezioni la maggioranza va al governo ed è unita dall’esigenza di non perdere il governo, mentre l’opposizione tende a sfasciarsi, a litigare, e ciascun partito va per conto suo. Lo vediamo già oggi con la rissa continua tra PD e Italia dei valori. Litigano perché vogliono rubarsi reciprocamente i voti per essere più forti quando si tratterà di contrattare la formazione della coalizione elettorale. Se ci fosse il bipartitismo il partito di opposizione rimarrebbe unito e dovrebbe pensare soltanto a fare delle proposte serie che gli consentano di vincere le elezioni la volta successiva. - Il referendum fa spendere soldi. La democrazia ha i suoi costi. Vogliamo rinunciare alla democrazia per risparmiare qualcosa? Mussolini diceva che le elezioni costano caro, e infatti per vent’anni non le ha più fatte. Ma attenzione, se si fosse accolta la nostra richiesta di votare nello stesso giorno, il 6 e il 7 giugno, europee, amministrative e referendum, si sarebbero risparmiati ben 400 milioni di euro. E’ stata la Lega a impedire questo e ad addossare alla collettività un costo enorme. - Il referendum porterebbe ad un bipartitismo forzato. E’ vero, il referendum spingerebbe al bipartitismo. Questo è il suo valore politico, questo è l’obiettivo che ci prefiggiamo. Ed è un obiettivo importantissimo e positivo. Tutte le grandi democrazie si fondano su due grandi partiti. Negli USA i democratici e i repubblicani, in Gran Bretagna i laburisti e i conservatori, in Spagna e in Germania i popolari i socialisti, in Francia o socialisti e il partito di Sarkozy. Questo non significa che non vi siano altri partiti più piccoli, ma che ciascuno dei due poli ruota attorno a un grande partito. Ma questa è la garanzia di stabilità e di efficienza di quelle democrazie: e questo è ciò che il referendum ci darebbe anche in Italia. E poi
non ci sarebbe nessuna forzatura. Gli italiani che hanno votato per i due principali partiti sono più del 70 %. Più di quanto abbiano ottenuto insieme i due principali partiti in Inghilterra nel 2005 (67,6%). - Ci sarebbe meno pluralismo. Non è vero. I partiti che superano il 4 % sarebbero comunque rappresentati. E poi la frammentazione estrema non porta pluralismo: porta a inefficienza, paralisi, e anzi immobilismo. Il vero pluralismo ha bisogno dell' alternanza, del ricambio. Solo questo mette al riparo dalla cosa più soffocante che ci sia, il consociativismo. Noi non vogliamo colpire il sano pluralismo. Vogliamo colpire il potere di ricatto dei partiti dentro le coalizioni. Vogliamo eliminare l’idea della coalizione. Che è una contraddizione in termini: si sta insieme, ma ci si combatte anche per rosicchiarsi reciprocamente voti. Un assurdo. E il tempo si spreca nei negoziati tra i partiti, anziché pensare al bene del paese. Noi ci ispiriamo ai modelli anglosassoni. Ti pare che in quei paesi non ci sia pluralismo?
Ufficio stampa
martedì 19 maggio 2009
Sentimento
Superando gli ostacoli materiali o non reali.
Tralasciando le emozioni condivise e personali.
IL mio pensiero va a Te, affinché tu possa sapere che hai Me.
Sogni D'Oro
venerdì 15 maggio 2009
"Li facciamo sbarcare o li rimandiamo da dove sono venuti?"
Resta il fatto che le varie parti politiche non si smuovono dalle loro posizoni e le vite umane sui barconi ondeggiano e, a volte, scuffiano!
Il presidente del "Coniglio" ribadisce e conferma che sulle barche non ci sono rifugiati politici, l'Onu risponde che per affermarlo bisognerebbe farli sbarcare e chiederlo ai diretti interessati rispettando cosi le convenzioni firmate, la Libia non vede l'ora che rientrino sulle sue coste per poter provare la nuova artiglieria che gli passa puntualmente l'occidente e non solo, Franceschini azzittisce tutti dicendo: "Questo decreto sicurezza è una vergogna! Voi obbligate il povero vecchietto a denunciare la sua badante irregolare!!" ( sentito stamane su rtl 102.5)
Irregolare?!?!?!?!?
Franceschini.............. ma vaffanculo.
In Italia c'è gente che veramente è ridotta al lastrico e c'è chi pensa di salvare prima la badante irregolare.
Come la assume il vecchietto: " in nero"?
Ma sopratutto come la paga: "Con la pensione da Fame che prende?"
O forse le "badanti irregolari" servono principalmente ai benestanti politici?
Cari politici, ma chi si sta occupando del futuro degli "Italiani?".
Dove stà la vostra morale in tutto questo?
Chi pagherà moralmente alla fine dei conti?
Ma quel che più conta: "Vi state chiedendo come potrà essere il nostro morale domani?"
Mah!!!
Andrea Rumi
domenica 26 aprile 2009
Tariffa Super Noi Tre "Una Truffa?"
Ho attivato una opzione Super noi, 5 euro al mese, per parlare 10 ore al giono per 30 giorni con un numero tre a mia scelta.
Tutto bene, ottima offerta, direi quasi un sogno per me che vivo una relazione a distanza, 10 ore di chiamate e videochiamate al giorno al solo costo di 5 euro al mese.
Peccato che il sogno svanisce quando, un giorno come un altro, con 6 euro di credito che normalmente utilizzo per chiamare numeri di altri gestori, mi arriva un messaggino della tre che dice: Il suo credito è in esaurimento la invitiamo a ricaricare.
Strano, non avevo chiamato ancora nessun numero di altro gestore anzi, avevo appena terminato una chiamata del tempo di un'ora con il numero scelto per supernoi.
Dopo due giorni mi collego al sito della tre, entro nel mio profilo, guardo i costi e scopro che mi erano stati addebitati dei soldi per quella chiamata fatta sul numero supernoi.
Scrivo allora una e-mail al centro servizi tre e, udite udite, mi rispondono che l'addebito è corretto poichè la chiamata non era stata effettuata sotto copertura tre.
Sorry?!?!?!? Che vuol dire??
Vuol dire cari miei, che se state chiamando e salta la copertura tre, il gestore tre non vi interrompe la chiamata ma vi fa la cortesia di agganciarsi ad un altro gestore, solitamente la tim, e voi potete continuare a parlare senza avere interruzioni. Peccato che cosi facendo ci succhiano un sacco di soldi.
Il gestore consiglia, quando si sta utilizzando il numero super noi, di guardare spesso il display del telefonino e verificare se compare il nome del gestore TRE.
Io invece consiglierei di denunciarli perchè ha tutto l'aspetto di una truffa legalizzata.
Mah!!
Andrea Rumi
giovedì 22 gennaio 2009
Vampire
Non fu una illusione e nemmeno una visionema un dolce apparir
nell'istante in cui
mente e anima non erano sincroni
Angelica in viso e diabolica in corpo
lentamente avanzava
senza nulla all'apparenza pretendere.
Solo due parole
-Bmectec Habceraa-
Annuire non fu la scelta giusta
ma cosi calda fu la presa
che resister sarebbe sembrata agonia
Ora, caldo defluiva dalla mia alla sua essenza
e con famelica rabbia
lasciò di me
solo il ricordo
della mia vita passata
Andrea R.
ma un dolce apparir
nell'istante in cui
mente e anima non erano sincroni
Angelica in viso e diabolica in corpo
lentamente avanzava
senza nulla all'apparenza pretendere.
Solo due parole
-Bmectec Habceraa-
Annuire non fu la scelta giusta
ma cosi calda fu la presa
che resister sarebbe sembrata agonia
Ora, caldo defluiva dalla mia alla sua essenza
e con famelica rabbia
lasciò di me
solo il ricordo
della mia vita passata
Andrea R.
sabato 10 gennaio 2009
A mio padre
Le cose che non ti ho mai detto, sono tutte quelle cose che poi, in fondo, ho cercato di fare da solo nella mia vita.
Belle e brutte, buone e cattive, tutte quelle cose che non abbiamo mai avuto l'opportunità di discutere e condividere insieme. Certo non perchè fossimo pigri o poco volenterosi nel volerci incontrare.
Penso e sono sicuro, solo per colpa di quella distanza non voluta, che ci allontanava sempre di più giorno dopo giorno aumentando il nostro senso di tristezza interiore.
Vedi, scoprire che infondo siamo uguali, mi infonde un gran senso di appartenenza. Non è cosi scontato il poter appartenere a qualcuno nella vita. Spesso non si ha desiderio di appartenere, poche volte se ne ha una grande necessità.
La scuola, l'adolescenza, la prima moto e la prima fidanzata, sono tutte cose che ti posso raccontare, perché viverle insieme non è più possibile.
Sai, spesso ho camminato su quel tratto di strada che molti chiamano "Linea sottile di confine" e li, mi sarebbe piaciuto incrociarti almeno una volta. Li, ho sperato fortemente di incrociarti pur non conoscendo i tempi della tua vita.
Oggi ti ho sognato, mi hai sorriso e stretto la mano e, dandomi due baci sulle guance, hai pronunciato una frase che terrò solo per me, nel mio cuore.
Non ho ricordi di noi da ricordare, ma non per questo ho mai smesso di pensarti. Difficile e troppo intimo è: "Riuscire a scrivere i propri sentimenti". Ma non importa, perché ora la mente ha imparato come attingere dal cuore quell'inchiostro indelebile che solca nell'anima i pensieri più belli.
La montagna, solo ora capisco la ragione per il fascino immenso che ne provo, nel guardarla, scoprirla, scalarla. E perdermi in essa con un forte senso di abbandono, quasi come voler cercare ogni volta un forte abbraccio.
Non ho rimpianti, ne ripensamenti.
La vita è andata come è andata per noi, attori senza copione su di un palco senza teatro.
Con affetto
Tuo figlio Andrea
venerdì 22 agosto 2008
Tim 119 " la forza dell'efficenza"
Buon giorno
Volevo sottoporvi un problema di inefficienza riscontrato presso il vostro numero clienti Tim 119. Nel mese di giugno 2008 ho acquistato un modem Honda alice 7.2 con inclusa una sim. Ho attivato questa sim n° 366- 5********e mi sono state regalate 100 ore di navigazione fino al 21/07/08. Durante la fase di attivazione il Vostro operatore mi ha spiegato che, se alla fine della promozione cioè il 21/07/08 attivavo Alice Maxxi 100 ( costo 25€) per il periodo 22/07/08-21/08/08, nel mese di settembre avrei pagato solo euro 20 per la promozione. In sostanza Entro il 21/08/08 avrei dovuto avere un credito attivo di €20 + 3€ soglia minima per l’attivazione delle vostre offerte. Cosi ho fatto: il 22 luglio alla fine delle ore in promozione regalatemi a giugno, ho attivato Alice Maxxi 100, ho navigato utilizzando le 100 ore fino al 20 agosto, giorno in cui ho caricato nuovamente euro 20 per l’attivazione successiva. Questo quanto ho fatto per come il vostro operatore mi aveva spiegato.
Ieri pomeriggio alle 19.30, per ulteriore verifica ho chiamato il 119 poiché il 4916 era fuori uso ( lo è stato fino alle ore 1.30 del venerdì 22/08/08) e la vostra operatrice mi ha confermato che avevo ancora attivi 150 minuti che sarebbero scaduti alle 24.00, un credito di € 23,12 di traffico utile per il rinnovo automatico.
-"Non si preoccupi, alle 24.00 il rinnovo sarà attivo, buona navigazione". Queste sono state le parole confortanti della vostra operatrice.
Alle ore 23.55 smetto di fare i miei lavori in rete ed aspetto la mezzanotte.
Alle ore 00.03, il 4916 era ancora inattivo, richiamo il 119 per avere conferma del rinnovo automatico. Mi risponde la sig.na Mara, e spiegatogli il tutto mi dice che purtroppo il rinnovo non aveva ancora avuto successo perché mancavano "tre secondi " alla mezzanotte. Cade la linea.
Richiamo di nuovo e mi risponde Maurizio. Cosa non sentono le mie orecchie.
-Lei, mi dice Maurizio, non può avere il rinnovo automatico perché non ha mai attivato la promozione Alice Maxxi 100. Chiedo lumi di quale promozione parlasse.
Mi spiega il vostro operatore che, dal vostro terminale risultava attivata solo la regalia fatta di ore 100 del mese di giugno.
-Come è possibile, ho navigato da luglio ad agosto e lei mi dice che non risulta? Allora dico io con ironia -ho navigato in nero!.
Mi dispiace signore ma non so cosa dirle.
-Chiedo io, ma ci sono i 20€ + i 3.12€? Si ci sono, risponde Maurizio, ma non avendo attivato la promozione il mese precedente, questi 20 euro non bastano. Lei, mi informa, deve prima attivare la promozione al cost0di 25€, poi il mese successivo si avvia il rinnovo automatico ad euro 20.
Incazzato come non pochi, ribadisco al Vostro operatore che questa operazione l’avevo gia fatta il mese precedente e che questo, era il mese successivo.
-Mi dispiace non so come aiutarla!!!
-Ma mi scusi, com’è possibile che non risulti traffico dati dalla mia sim nel mese di luglio/agosto? Io ho navigato!
-Guardi, dice l’operatore, metta la sim nel telefono e richiami con quella.
-Scusi sa, ma cosa cambia?
-Mah?!?!? Potrebbe essere anche un problema di terminale!
Sono rimasto veramente allucinato dalla professionalità e dalla conoscenza delle promozioni dei vostri operatori che, ho voluto fare come diceva lui.
Richiamo il 119, ore 00.45 circa e mi risponde una signorina, non ricordo il nome. Spiego tutto quello che ho appena descritto e, lei stessa, rimane sbigottita da quanto mi era capitato.
Gentilmente la signorina mi fa restare in linea dicendomi che andava a consultare i tabulati per vedere se risultava il traffico dati di luglio/agosto. Eurekaaaaa!!!!!! Dal tabulato, non so cosa sia e non so dove sia andato a prenderlo, risultava che avevo navigato e che, come dicevo io, la promozione era stata attivata.
-Purtroppo però, mi dice la signorina un po’ rammaricata, il rinnovo automatico non può avere corso.
-Come dico io, dolcemente incazzato!!
-Vede, mi spiega con professionalità l’operatrice, per far si che la promozione si attivi lei deve avere sulla sim un credito pari al costo lordo della ricarica (25€) più un ulteriore credito voce di almeno € 3. Poi, al momento del rinnovo automatico, dei 25€ gliene vengono scalati solo 20€, che è il costo della promozione-rinnovo-automatico.
-Il primo operatore che avevo contattato non era stato cosi minuzioso nei dettagli ma resta il fatto, dico io all’operatrice, che questa sera non posso utilizzare la rete, avrei dovuto continuare a pubblicare sul mio sito visto che di giorno lavoro.
Anche qui, come di prassi, tante scuse e " Mi dispiace ma non so come aiutarla".
Direi veramente una bella media, su 4 operatori uno solo era competente
Io so per certo che questa mia lamentela non avrà effetto, visto che probabilmente faccio parte di quella percentuale tollerabile di clienti insoddisfatti, ma vi assicuro che, il danno che mi avete causato non ha prezzo. Si perché il "tempo libero" è veramente prezioso di questi tempi e se non posso gestirlo come credo, per inefficienza di chi dovrebbe garantirmi un servizio, non mi sta bene. Posso capire se, già con la prima operatrice, mi fosse stato spiegato ciò che l’ultima mi ha detto, ma non è andata cosi. Quindi non ho capito male io quando ho attivato per la prima volta la promozione, ma siete Voi che avete persone non qualificate e non istruite a dovere. Domanda: se spendeste meno in pubblicità ed investiste di più in formazione per i vostri operatori, non saremmo tutti più soddisfatti?
La cosa che più mi dispiace, è di non essere abbastanza facoltoso per portarvi in causa non tanto per i documenti che non sono riuscito a pubblicare ma per " il tempo libero"che mi è stato da Voi sottratto a causa dell’inefficienza dei Vostri operatori . Ve lo ribadisco, il tempo libero delle persone è un bene di valore inestimabile e nessuno, soprattutto chi vende servizi come i vostri, dovrebbe permettersi di lederlo.
Con rammarico
Andrea Rumi
ps: ho pubblicato questa lettera poichè il numero di fax 800600119, unico numero per reclami, non ha un fax attivo.
domenica 10 agosto 2008
La libertà
Libertà
Parliamo di “libertà” a 360°, includendo il significato vero e proprio della parola.
La libertà indica l'essere libero, la condizione di chi non è prigioniero e non ha restrizioni, non è confinato o impedito. La libertà in senso più ampio è anche la facoltà dell'uomo di agire e di pensare in piena autonomia, è la condizione di chi può agire secondo le proprie scelte, in certi casi grazie ad un potere specifico riconosciutogli dalla legge. (da Wikipedia).
Come la percepiamo noi
Non penso, senza generalizzare, che la si viva come descritto sopra. Sono troppe le cose che ci mancano, a volte gli strumenti legal-giudiziari a volte il danaro ( maledetto Deo soldo) e a volte il tempo, tempo libero che per causa di forza maggiore ( il lavoro al 90%) non ci viene concesso in giusta misura.
Quanto siamo liberi realmente di poter agire, in qualunque senso e in qualunque direzione, senza essere minimamente condizionati? Impediti? Boicottati?
Esistono tutta una serie di condizioni che, anche e pur avendo piena libertà di autonomia, ti legano e ti costringono a restare prigioniero della condizione stessa che vorresti rifuggire. Perché parliamoci chiaro, la libertà è condizionata in modo diretto dalle scelte che si fanno o che si è costretti a fare.
“Le scelte fatte per causa di forza maggiore, sono quelle che pur essendo libero, ti impediscono di vivere la tua “Libertà”.
Allora mi chiedo, chi a questo mondo può realmente dire”sono libero”. E chi lo asserisce, siamo sicuri che non sia un anarchico? Anche perché, se ti identifichi come persona libera, spesso sei tacciato come anticonformista o appunto anarchico.
Ma dirò di più, se la propria libertà lede quella di un altro, come bisogna comportarsi? Quello che ha leso la libertà del prossimo deve essere identificato come delinquente? Sappiamo bene che la “Democrazia” fissa regole imprescindibili alle quali tutti si devono attenere, appunto per non ledere gli altri, ma se queste regole soffocano il mio modo di essere libero?
Quello che mi piacerebbe capire ed imparare, è il modo che ci fa sentire liberi veramente. Non è vero che dire sempre quello che si pensa è una forma di libertà personale, perché a volte quando diciamo ciò che pensiamo rischiamo di offendere gli altri. Non è vero che, essere lasciati liberi di interagire o esprimersi è un nostro diritto per la libertà, c’è sempre qualcuno che si fa del male.
Cos’è la libertà? Quando siamo veramente liberi di esercitare la nostra libertà? Quando pensate alla parola libertà, la percepite come un aggettivo, un verbo o cos’altro?
Mah!!
A.Rumi
giovedì 10 aprile 2008
ELEZIONI 13 aprile 2008. Nessuno ti rappresenta? Astieniti attivamente.
Pochi lo sanno ma la legge prevede la possibilità di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale.
Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di
votare e si vuole che sia messo a verbale. Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono
VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all'astensione dal voto. Nessun
media (chiaramente) ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano già fatti, come al
solito la gente andrà a votare il “meno peggio”. Nel caso le schede di rifiuto arrivassero a
un certo numero ( cosa mai successa nelle elezioni italiane) la casta avrebbe “qualche
problema” nell'assegnare i seggi vuoti e i media saranno obbligati a parlarne. Fate girare
questa mail il più possibile, è l'unica maniera per fare sentire la voce di tutti quelli che
vogliono un sistema con persone veramente nuove e non un branco di professionisti della
politica che rubano soldi parlando di niente. L'astensionismo passivo non fa percentuale di
media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non
prevede nessun quorum di partecipazione. Quindi, se per assurdo nella consultazione
elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida
espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all'attribuzione dei seggi in
base allo scrutinio di tre schede. Altresì le schede bianche e nulle, fanno si percentuale
votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti
le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio
di maggioranza....(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni
vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio di Forza Italia).
Esiste però un METODO DI ASTENSIONE, che garantisce di essere percentuale votante
(quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di
maggioranza. E' infatti facoltà dell'elettore recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il
certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA, assicurandosi
di far mettere a verbale tale opzione; è possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL
VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI, SE VUOLE, L'ELETTORE HA IL DIRITTO
DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es.: “Nessuno degli schieramenti qui
riportati mi rappresenta”).
Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi
proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la
multa sino a €2.000,00 Testo Unico delle Leggi Elettorali - D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 -
Art. 104 - Par. 5
P.S. La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può
apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima
legislatura non rieletti, non avrebbero maturato la pensione. Votando invece come stabilito
dal Consiglio dei Ministri, il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la
pensione.
Postato da Demetrio
Andrea Rumi
venerdì 28 marzo 2008
"L'Aids esiste?"
"L'Aids esiste?"
del 24 settembre 2007
tratto da www.comedonchisciotte.org a firma di Giovanni Picone
| La risposta dedotta, dalle conoscenze che ci trasmettono i media in generale, non può essere che affermativa. Eppure, ci sono molti libri che si pongono questa domanda, e con una serie di dati, e poche congetture arrivano alla conclusione che l’AIDS, non esiste. |
giovedì 27 marzo 2008
Un dolce inganno mortale
La mano trema e l’occhio incredulo volge autonomamente lo sguardo sulla cenere che, lentamente si forma e velocemente a terra cade.
Ancora un tiro e poi la butto!
Ma sai bene che non è cosi!
Prima o poi dovrò decidermi a smettere! Ma sappiamo bene che si usano i condizionali appena intravediamo dei sacrifici da fare che non vogliamo fare. E poi, detto tra noi, perché dovrei smettere? Per chi dovrei smettere? Colpo di tosse.
Ancora un tiro e poi la butto!
Ma sai bene che non è cosi!
Nei momenti adrenalinici e di eccitazione, non v’è cosa più dolce e rilassante che possa farti credere di calmarti. E lo sai, che in quei brevi istanti di menzogna, ogni sospiro tirato in sua compagnia è un pezzo di puzzle che si stacca da quello che era un bellissimo quadro.
Ancora un tiro e poi la butto!
Ma sai bene che non è cosi!
Lo vedi che è quasi finita, la linea di confine è segnata con filigrana oro, ma se ne accorto prima il tuo cervello ed è allora, che quel breve spazio d’aria che intercorre tra le dita e la bocca, necessita di un controllore del traffico aereo.
Ancora un tiro e poi la butto!
Ma sai bene che non è cosi!
Fino a che non avrai visto consumarsi l’ultimo pezzetto di carta bianca, la terrai sempre stretta tra le dita. Anche a costo di bruciarti.
Perché in fin dei conti, fa figo gesticolare quando ce l’hai accesa. Ma a pensarci bene, potremmo anche essere paragonati a dei dispensatori di incenso.
Ancora un tiro e poi la butto!
Ma sai bene che non è cosi!
Ma il tuo pensiero, che è più avanti di Te, è già giunto all’attimo preciso in cui toccherà alla prossima, sapendo bene che non mancherà molto.
Cosi ti consoli e rassicuri, e fai si che, il consueto gesto di routine finalmente si compia: Te ne liberi, spiaccicandola là dove già lo avevi fatto poco prima con le altre……
Andrea R.
venerdì 21 marzo 2008
Sciopero del Terziario per mancato rinnovo CCNL
Cio che mi lascia perplesso è che, nessuna "fonte nazionale" ne abbia parlato o discusso.
Ma quello che mi irrita notevolmente è il fatto che, la Confcommercio, fa il bello ed il brutto tempo come e quando vuole, sta persino facendo una campagna pubblicitaria a livello nazionale vantando il fatto che sono la più grande categoria di imprenditori associati in italia.
Allora mi sono deciso, per come dice Beppe Grillo, a fare protesta in rete.
| Sciopero del commercio marzo 2008 |
giovedì 24 gennaio 2008
giovedì 17 gennaio 2008
Noi due
Cala il sipario e il silenzio, non ci sei!
Lo sguardo ripiega , l’animo è affranto
Ma la luna alle spalle, non lo vede il mio pianto
Dimmi se ridi anche quando sei sola
Se il mio pensiero arriva fino a te
Allungo le mani, ti tocco, nell’aria voli
Come vorrei volare con te.
Rivivo momenti e risento parole
trascorsi con te mio piccolo amore
Ti penso mentre ridi e mi fai le boccacce
Resto inerme, ma mi piace.
Nella vita , se ti vuoi realizzare
Devi anche poter amare
Ma qual’ è il prezzo che bisogna pagare
Per avere amore e amore dare?.
Andrea R
mercoledì 16 gennaio 2008
Papa alla Sapienza, no degli scienziati. Il rettore: «È messaggero di pace»
E' quasi facile perdersi nella discussione, visto che c'è una forte propensione a tacciare di "censura" tutto ciò che non puo essere detto o fatto. I provocatori di sommosse ormai sono molti.
Personalmente, penso che proporre la presenza del Papa come "Personalità" addetta all'apertura dell'anno accademico Universitario della Scienza, sia stato un po eccessivo.
Chiesa Cattolica= Antitesi della Scienza.
Benedetto XVI, sarebbe dovuto intervenire come controparte cioè, come sommo rappresentante di coloro che non appoggiano, spesso, le tesi della scienza.
Se l'intento del Papa è quello di avvicinarsi gradualmente alle idee/scoperte della Scienza, utopia, dovrebbe farlo chiedendo il contraddittorio e non certo presentandosi per fare solo la sua "Parte".
Anche per il Papa deve essere ben chiaro cosa si intende per "Etica" e a mio avviso, sarebbe molto produttiva una disquisizione tra le parti ma, fatta in tempi e modi diversi.
Certo è vero, come ha detto il ministro Bersani ieri sera a Ballarò, non sapremo mai cosa avrebbe potuto dire o fare e quindi, noi tutti e l'Università La Sapienza di Roma in primis, abbiamo perso una occasione più unica che rara.
Andrea R
martedì 1 gennaio 2008
Capodanno 2008 a Ferrara
Quest'anno la mia compagna mi ha proposto di veder nascere l'anno nuovo a Ferrara, città che a dirsi è meno bella che a vederla.
Un freddo bestia, le macchine erano già gelate alle sette di sera, per strada il ghiaccio ricopriva qualsiasi cosa.
Parcheggiamo e ci dirigiamo verso il ristorante che, per sfidare gli eventi ed in culo a tutti i riti scaramantici, non abbiamo volutamente prenotato. Troviamo posto.
Pizzeria pub da Sebastian, una imbarcazione ormeggiata al cantiere nautico di Ferrara ed adibita appunto a Risto-pub. Posto stupendo, pizza eccellente e carne all brace squisita.
Dopo di che, di nuovo al freddo e al gelo, bottiglia di spumante dentro alla borsina di plastica della coop e via, a piedi, verso il centro storico e il Castello Estense per festeggiare la mezzanotte tra i fuochi e i botti dei ragazzi ferraresi e non.
Sembra incredibile, ma c'e' tanta gente a cui non interessa il cenone di capodanno, ore interminabili a tavola, con menu' pre-incartati e abito da sera da pinguino Imperiale.
Ferrara questa sera e' piena di persone che passeggiano, prendono l'aperitivo, si mangiano un piatto al volo dentro un barettino carino, poi tutti al castello, sotto una pioggia incessante di fuochi d'artificio che danno vita ad una scenografia mozzafiato.
Meno tre, due, uno........Buon Annoooooo a tuttiiii.
Scatta la mezzanotte e la miccia innesca l'accensione a catena dei fuochi d'artificio posizionati lungo tutto il perimetro del Castello. Abbiamo fatto delle foto ma, non rendono giustizia allo spettacolo reale che mettono in scena.
Un bacio lunghissimo appassionato, il botto del tappo della bottiglia di spumante.
Buon Anno amore mio e grazie per questo attimo indimenticabile di passione che hai saputo regalarmi.