martedì 23 ottobre 2012

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"Leggo continuamente di donne "Stufe". Ma, il tronco di legna, dove va infilato?!".
 
A.Rumi
 
 

giovedì 18 ottobre 2012

"Se vuoi parlare di politica con me, prima sciacquati la bocca e, dopo esserti lavato le mani, spogliati delle tue ideologie". 

(A.Rumi)

martedì 16 ottobre 2012


"Non sono un illuso, sono solo consapevole delle mie capacità".
 
(A.Rumi)

lunedì 15 ottobre 2012

"Il cancro dell' umanità non sono mai state le donne istruite, ma gli uomini ignoranti."

- M.Gramellini


"Il 21/12/2012 ho organizzato una mega cena (300 persone) in uno dei più famosi ristoranti di Milano.
Se tutto va bene, mangiamo gratis".
 
A.Rumi

venerdì 12 ottobre 2012

La verità brucia

"E' normale che la prendiamo sempre nel culo, perchè la verità stà sempre nel mezzo".

A.Rumi

giovedì 11 ottobre 2012

#TA12


Perché scrivere dei  #TA12?

Per il semplice fatto che è stato l’ EVENTO. E non come ha scritto qualcuno:  “Un raduno per quattro sfigatii”.
Scriverne è importante,  perché chi ha organizzato l’EVENTO, riesce a rendersi  conto dove ha fatto bene e dove è stato carente.  A mio avviso, a parte qualche problemuccio  tecnico/audio e l’assenza di un WIFI libero, “l’idea” ha preso forma e, notevole sostanza.
Io c’ero , ed ho avuto modo di rafforzare quella mia convinzione personale che, dietro ad un Nik, c’è comunque  un essere umano che  gli dà forma e respiro.  Un essere umano con tutte le sue sfaccettature caratteriali e fisiche.

Ma chi sono quelli che hanno un account  su Twitter? Quelli che  si iscrivono per semplice gioco; quelli che lo usano per lavoro;  quelli che lo usano per amoreggiare;  quelli che vogliono dire cose a cazzo; quelli che vorrebbero esprimersi altrove ma, non avendone il coraggio o la possibilità, lo fanno Lì; quelli che, comunque vada, sono se stessi  dentro e fuori queste due realtà parallele.
Ecco, QUELLI siamo tutti noi che stiamo su Twitter.

Compresi i più feroci critici dell’ EVENTO, i quali, non si rendono conto che, quando muovono critiche, non lo stanno facendo contro un avatar ma verso un essere umano. Quindi, in quel preciso momento,  stanno interagendo “ come persone reali  con persone REALI”. E non penso di loro che siano dei  ROSICANO. Sostengo anzi, che non fanno altro che avvalorare la mia convinzione di quanto detto  sopra.

In conclusione, questo EVENTO, ha dato a molti la possibilità di socializzare con persone che, se incontrate in altro contesto, probabilmente non le avrebbero neanche considerate; perché a differenza di un normale approccio “Per Strada”, dove l’aspetto fisico è il primo ad essere giudicato, sui social prevale la personalità che traspare e lasciamo trasparire dalle parole scritte.  

I complimenti  li porgo a tutto lo staff tecnico e a quelli che hanno collaborato per rendere questo EVENTO anche gratuito. A  Rudy Bandiera e a Skande dico che: “Quando una persona , nel lavoro che stà facendo, oltre che a metterci la faccia e la passione, ha sempre il sorriso in volto, non può che essere una persona speciale”.  

 A.Rumi

 

venerdì 5 ottobre 2012

"In quanti siamo dentro di me?"













Premessa: 

·         Non conosco personalmente, nella persona di @NickBiussy, l’autore del libro che citerò .

·         Né ho mai letto una sua biografia (se mai ne ha pubblicata una).

·          La nostra frequentazione avviene solo su Twitter,  ma sporadicamente.

·         Non ho la presunzione di giudicarlo, se mai di descrivere ciò che ha suscitato in me ciò che lui ha scritto.

·         Non me ne frega un cazzo se ciò che leggerà non sarà di suo gradimento.

Detto questo….
non so quanto faccia bene parlare con se stessi, quello che so è che, ognuno di noi, ha  molteplici personalità. Ma non tutti lo sanno.

Quelli che non lo sanno , forse perché non si conoscono,  vivono perennemente con un fastidio interiore. Sanno che gli manca qualcosa ma non sanno cosa; ed è dimostrabile quando,  davanti a situazioni impreviste, momento in cui sarebbe utile adeguarsi all’evento,  non riescono a tirar fuori la personalità “Adeguata”;  quindi soccombono.
Quelli che invece lo sanno, spesso vengono tacciati di “Follia”. O addirittura di “Pazzia”.  Molto spesso, di “Infantilismo”.
Leggendo il libro di @NickBiussy (Esisto a Momenti), la prima sensazione che si ha è che il personaggio sia un pazzo da ricovero.  Proseguendo nella lettura, il giudizio cambia e prende consistentemente piede la sua follia. E siamo solo ad un quarto di libro. A metà dello stesso, si comincia a considerare la  genialità dello scrittore.  

Con semplicità infantile, proprio come farebbe un infante, riesce a dar corpo e vita ad alcune delle sue personalità; molto controverse e, contemporaneamente, distanti  dalla razionalità comune.

Gli argomenti con i quali si confronta, lettere da lui  spedite a se stesso  firmate  con nomi diversi dal suo  e a volte anche femminili, impongono al lettore una riflessione: “Ma in quanti siamo dentro di noi?”. E soprattutto: “Se siamo più di Uno, quale lato  deve emergere o devo coltivare maggiormente?”. Il rischio è, se non si conosce o se non si vuole conoscere  la risposta, che il nostro “io” cominci a far fatica nel tenere insieme e, coordinare, i pensieri di ogni singola personalità; ed è allora che, tutto si mischia e, cominciamo a generare  discorsi e dialoghi  incomprensibili , illogici, e all’apparenza “Folli”.
Che dire, forse per l’autore è stato solo un gioco fine a se stesso, una semplice operazione commerciale dedicata al guadagno  ma, a me personalmente, la genialità riscontrata in quelle righe, ha fatto molto riflettere;  soprattutto mi ha fatto riconsiderare l’atteggiamento, a volte incomprensibile, di alcuni miei conoscenti.

A.  Rumi

venerdì 14 settembre 2012

"Ciò che ti da fascino, è la tua stupidità, sfoggiata con maestria solo per coprire i miei difetti".

A.Rumi

mercoledì 29 agosto 2012

I miei sogni, sono dietro quella porta, ma oltre.

I miei sogni, sono dietro quella porta, ma per varcarla, devo prima passare attraverso un campo immenso fatto di erba verde a taglio corto, senza nessun tratto di strada battuta. La sensazione che provo, a camminarci sopra a piedi nudi, è indescrivibile.
Dieci minuti di cammino, costeggiando, alla mia sinistra,  un massiccio in pietra.
Poi la vedo, quella stana porta ad arco, che all'apparenza sembra una semplice asta di legno ricurva, piantata a terra a formare un semicerchio e che, oltre, si vede ancora la continuità di questo immenso e paradisiaco prato verde.
Solo oltrepassandola, passandoci nel mezzo, si arriva in quel luogo oltre il tempo, dove i sogni non lasciano intendere quanto ci sia di reale.
Una strada lastricata in pietra, finemente levigata, mi invita verso un villaggio fatto di capanne.
Poco più di una decina di abitazioni, un chiosco per bivaccare ed un pozzo dove dissetarsi.
Le persone sono contadini, asiatici credo, perchè indossano kimoni.
Sulle spalle, alcuni trasportano covoni di paglia, altri invece, una stecca di legno con ai margini due panieri contenenti riso.
Non riesco mai a vedere i loro volti per via di questi grandi cappelli conici, ma li sento che bisbigliano qualcosa, qualcosa in un linguaggio che non riesco ancora a decifrare.
Arrivato al chiosco, come di consueto, prendo del cibo fatto di riso, ma non so descriverlo.
È sempre il solito signore che me lo offre, facendomi notare come i piccoli chicchi siano stati perfettamente attaccati uno all'altro da mani sapienti, formando una superficie omogenea, quasi liscia.
Mi piace pensare che, la metafora che il contadino cerca di spiegarmi sia: Denudati dei nostri preconcetti, siamo tutti uguali e, se uniti da valori fondamentali, formiamo un UNO più grande di noi.
Mi offre anche del thè, lasciato precedentemente in infusione; ed anche qui, prendendo un sacchettino, mi fa notare, muovendo con maestria dentro di esso le sue esili dita tra le foglie sminuzzate, come siano diversi i colori delle varie foglie che ne compongono la miscela.
Poi mi allontano, ringraziando chinando il capo, e mi accorgo di essere vestito come loro: Kimono grigio e scarpe in pezza nere.
Proseguo per la via, cercando di oltrepassare il piccolo villaggio, ma sembra così esteso, quasi  non finire mai.
E finalmente, mi addormento.

A. Rumi.

domenica 26 agosto 2012

"L'occhio ride ma, mi piange il cuore. E le lacrime dentro scavano, scavano per poter uscire. E fa male".

A. Rumi.

sabato 25 agosto 2012

Sono nato dal nulla,
cresciuto dal tempo,
educato dalla strada e,
vivo nel mondo
come se non ci fossi,
per evitare che tu
possa incontrarmi e,
restarne illusa.

A. Rumi.

mercoledì 22 agosto 2012

"Mi piace ascoltare le persone quando raccontano i loro viaggi, e mi nutro della loro enfasi".

A.Rumi



"La bugia, è quella verità che l'altro vuol sentire".

A.Rumi

lunedì 20 agosto 2012

"La via che mi conduce al lavoro, è una deviazione non voluta nella strada della mia vita".

A.Rumi

"Ci sono momenti in cui vorresti stare solo, in silenzio; e ti isoli da tutti. Ma poi, ti accorgi che il rumore ce l'hai dentro".

A.Rumi

lunedì 13 agosto 2012

"Ti scriverò una lettera usando per inchiostro gocce delle mie lacrime e, per la carta, pagine cancellate della mia vita, che non volevo".

A. Rumi

mercoledì 8 agosto 2012

..

"Impara a viaggiare senza bagagli, perchè quando arriverà quel giorno, non ti sarà concesso di portar via nulla".

A. Rumi

venerdì 3 agosto 2012

"il Tempo è come una carezza fatta dal  Mare, ti sfiora ed è bello ma, ogni volta, porta via qualcosa di te".

A.Rumi

giovedì 2 agosto 2012

"La notte, quattro passi, due respiri, un solo sogno".

A. Rumi