venerdì 27 giugno 2014

Paroleconfusesottouncielostellato

Se mi vedessi adesso, dal vivo, vedresti come sono cambiata in questi tre anni .Ho fatto così tanti cambiamenti che, ormai, non me li ricordo nemmeno più.
Sai, mi sono fatta i capelli più chiari, come ho sempre desiderato.
Sono un po' più alta dell' ultima volta che ci siamo visti, il giorno delle pagelle di terza media; ho preso la decisione, finalmente, di dare una svolta al mio fisico ... sai, sto dimagrendo a vista d occhio.
Ora ho 17 anni, come sono passati in fretta sti' 7 anni, vero?
Mi piace ancora leggere e, soprattutto, scrivere, inventare storie. Stavo pensando di scrivere un libro, chissà, magari faccio fortuna.
Mi chiedo se mai guardi le mie foto e, se le guardi, mi piacerebbe sapere se sei fiero di quello che sono diventata e, magari, anche orgoglioso di avere una figlia come me. Mi sarebbe piaciuto farti leggere le mie poesie, le mie canzoni. Ti scrivo tutto questo in una foto perché, beh... non sono brava con le discussioni faccia a faccia. Scrivo perché spero di farti scendere una lacrima, farti capire che comunque non sono poi così orribile come figlia.
Volevo solo essere felice ... tutto qui ... non ho mai chiesto la luna, credo.
Beh, ora posso dire finalmente di essere felice ... dopo 3 anni di sacrifici.
 
Ciao...
 #Paroleconfusesottouncielostellato





mercoledì 30 aprile 2014

Fai come faresti.

Stavo camminando per le vie del centro insieme a degli amici quando,  all'improvviso,  mi son ritrovato da solo in un sentiero di campagna.
Mi sono spaventato.
Ho gridato,  ed ho cominciato a girare in cerchio,  senza sapere che fare.
Poi mi son rialzato,  ho guardato avanti ed ho visto delle persone.
Le ho raggiunte e mi son fermato un po' con loro.
Ho dato quel potevo ed ho preso quel che mi serviva per poter continuare a camminare lungo il sentiero.
Più avanti ho incontrato altra gente ed altra ancora ed ho continuato a camminare.
Il sentiero è ancora lungo perché non ne vedo la fine ma,  nonostante tutto,  non mi fermo a soppesare la differenza tra quel che ho preso e quel che mi hanno dato. Vivo con la consapevolezza che non sempre riceverò ciò che cerco e che non sempre riuscirò a dare ciò che chiedono.
Un abbraccio.

A.R.

martedì 22 aprile 2014

Ricomincio…

Si,  ricomincio da zero.
Ancora una volta tutto è crollato. Poco importa,  perché la voglia di ricominciare non mi manca.
Ho alzato molte pietre nella mia vita e tante me ne hanno fatte cadere,  ma non mi sono mai stancato di rimetterle al loro  posto.  Le fondamenta sono solide ed è questo che importa; piano piano e, confidando nel tempo,  saprò sicuramente rifare ciò che altri hanno pensato bene di disfare.
Mi carico di ottimismo e pazienza, un passo alla volta, schiena dritta e occhi puntati verso il futuro. La strada non la conosco, ma il viaggio sara’ sicuramente interessante.
Ho messo nella mia valigia  cose pratiche: ottimismo, buone speranze, del caffè ed un pizzico di solitudine.
La solitudine mi servirà per quelle giornate umide, quando sarò a sorseggiare il mio caffè davanti alle soddisfazioni che mi sarò preso nei confronti di quelle anime scure che ho avuto la sfortuna di incontrare.
Non chiederò niente,  perché non avrei il tempo necessario per spiegare a cosa mi servirebbe ciò che potrei chiedere; è bella cosi la vita: prendere dal nulla il niente e trasformarlo in qualcosa di solido per poi modellarlo a proprio piacimento per un uso e consumo proprio.
Ridi? E fai bene! Perché quando ti accorgerai di star male veramente, non avrai il tempo per versare lacrime, perché il tempo lo dovrai usare per rimetterti in piedi.
Ora vado a letto, non sapendo chiaramente cosa mi aspetterà domani ma  avendo la certezza che una nuova vita stà nascendo,  dentro di Te.

Da 'TempoTiranno'

A.R

venerdì 11 aprile 2014

Chi è il Padre?


Ho raccolto questa esternazione sul web e, provenendo anch'io da genitori separati ed essendo separato, ne ho preso spunto per riflettere.
"Un vero padre non è colui che ti mette al mondo e poi se ne frega,  un vero padre è quello che si prende cura di te ogni giorno e che anche i mille difetti ti resta accanto".

Me lo sono chiesto spesso anch'io: "ma chi è il padre? "; è una domanda alla quale mi sono sempre dato mille risposte ma mai una volta ne avessi trovata una giusta per me.

Allora, all'età di diciassette anni,  ho cominciato a riflettere,  ma non dal mio punto di vista  ma dal punto di vista di mio Padre.  Di quella persona che stava davanti a me ma,  in lontananza.
E non è una cosa facile da fare,  perché devi abbassare tutte le tue barriere, devi eliminare tutti i tuoi preconcetti,  devi partire da zero e poi,  se riesci a capire,  rischi di dover rimettere in discussione tutti i tuoi pregiudizi.  Questo,  ovviamente,  porterà inesorabilmente a destabilizzare tutti i tuoi equilibri familiari.

Molti fanno l'errore di chiedersi "che cos'è un padre" e,  se analizziamo la frase nel "che cos'è",  ci rendiamo conto che,  inconsciamente,  lo consideriamo un oggetto;  e in tale modo spesso viene trattato:
-Oggetto che deve rispettare regole
-Oggetto che deve pagare monetariamente
-Oggetto che se solo cerca di arrogare un suo diritto,  è costretto a scatenare battaglie legali,  battaglie legali che inesorabilmente distruggerebbero il figlio e se stesso.

E' vero, tanti padri dopo la separazione se ne vanno o fuggono, ma quei  molti che restano, purtroppo,  si ritrovano ad affrontare diversi ostacoli pur di continuare a mantenere un "rapporto decente coi figli".
Spesso, questa continuità del rapporto Padre/Figlio, è la cosa che più infastidisce l'altro genitore, il quale, a volte inconsapevolmente e tante altre volte con piena consapevolezza, adotta comportamenti "passivi" verso il figlio, nei confronti del padre.

Lo so per certo che alla fine la figura del Padre ne esce distorta e malconcia, ma le soluzioni non sono molte se, dall'altra parte, non c'è un genitore che intelligentemente fa quel lavoro "psicologico" che serve al figlio per continuare a considerare il proprio genitore "il Padre".
Un Padre può "sentirsi tale" anche se un figlio non lo accetta.
Ma un Padre non può "fare il Padre" se il proprio figlio non glielo consente.
E a me, francamente, non è mai piaciuta l'idea di impormi con la forza, facendomi scudo dietro cavilli legali, solo per soddisfare una mera esigenza genitoriale.

Ma è altrettanto vero che, se il Padre fa un passo indietro pensando così di concedere serenità al proprio figlio, il figlio stesso lo prende come un abbandono dovuto a menefreghismo e zero considerazione nei propri confronti.

La morale in tutto questo è che qualsiasi scelta un genitore possa fare nell'ambito di una separazione, sarà sempre sbagliata e, saranno sempre e solo i figli a pagare il conto più salato.

"...spero solo che tu, un giorno, possa essere abbastanza intelligente da non comportarti con i tuoi figli nello stesso modo in cui si sono comportati con te i tuoi genitori". 


A.R.







sabato 8 marzo 2014

Se non cogli la morale, puoi sempre raccogliere cipolle.

Se lanci un sasso nel mare,  per la legge della fisica,  esso andrà a fondo.
Se lanci un pezzo di pane nel mare,  per la legge della natura,  esso verrà mangiato dal primo pesce o dal primo gabbiano che arriverà.
Se cadi in mare,  per la legge della vita,  comincerai ad andare a fondo ma,  dopo un breve istante,  tornerai a galla cominciando a nuotare.
Nuoterai tanto che,  ti limiterai a stare a filo d'acqua fino a quando qualcuno ti porgerà una mano di sostegno.
Ma è difficile trovare mani in mezzo al mare. E allora, stanco e desolato,  vai giù,  verso il fondo,  tenendo sempre la testa alta per non perdere di vista la luce che,  piano piano,  si dissolve.
Ma è questo l'errore: fissare il punto in cui siamo abituati a vedere la luce.
Se mentre andiamo a fondo impariamo a guardarci attorno,  si può scoprire che esistono cose belle anche sotto il livello del mare.
E spesso,  veri e propri tesori.
E ache quando arriverai in fondo,  puoi sempre incominciare a camminarci,  sul fondo.
Se dopo tutto questo non hai capito la morale,  puoi sempre aspettare che qualcuno ti dia una mano.

A.R.

martedì 31 dicembre 2013

Fine dell'anno



Accendo quest’ultima candela rimasta del 2013, poche soddisfazioni, tanto buio, pieno di contraddizioni e disorientamenti; tanto che, a tirar le somme, non ne ho il coraggio.

Sembrava una luce, quella in fondo al tunnel, invece era la candela di una tavola male apparecchiata, in mezzo al tunnel. Un pezzo di pane,  niente tovaglia e neanche un cazzo di bicchiere mezzo pieno, giusto per sembrare per un attimo degli ottimisti. 
Estremizzo troppo, troppo poco.

Forse dovrei piangere, giusto per sfogarmi un po’, ma non posso.
E se anche potessi, sarebbero lacrime sprecate; in questi momenti di crisi è meglio non sprecare niente.

Ma si, pensiamo positivo e tiriamo avanti. Finito un ciclo ne comincia subito un altro.

mercoledì 25 dicembre 2013

I Ricordi

Quello che resta di un bel ricordo 
è una dolce e profonda sensazione di benessere nell'animo.
Quindi,  non importa dove siete o dove sarete…
non importa se o non ricorderete… 
perché comunque
avrete sempre quella dolce sensazione che vi accompagnerà.
Fate essendoci…
E non siate facendoci.

A.R.

martedì 24 dicembre 2013

Considerazioni...

Fate come vi pare, ma fatelo.
Non ritornerà un secondo momento.
Non ti daranno una seconda occasione.
Quindi, nessun rimpianto.
Scegli sempre al meglio, ascoltando il Cuore ma riflettendo con la testa.
La dignità è una delle poche cose preziose che abbiamo, non facciamocela mai calpestare.
Cerchiamo di amare forte, intensamente, senza preoccuparci delle conseguenze e, poco importa se vorrà andarsene perché quando si ama lo si fa con il sentimento.
Diamo sempre la precedenza, così avremo più visibilità ed eviteremo inutili incidenti.
Non dare tutto per scontato, applicati sempre al meglio, anche quando la "cosa" sembra facile.
Ed impara una cosa molto importante:"Ascolta i consigli di tutti, ma sbaglia con la tua testa".

A.R.

martedì 20 agosto 2013

La dignità, questa sconosciuta.

Non c'è cosa peggiore che dover difendere se stessi da una accusa falsa ed infamante, scoprendo che attorno non hai sostegno .
La gente pensa che la propria dignità vada difesa solo fuori dall'ambito lavorativo, perché crede e ne é convinta, che sul posto di lavoro, il datore di lavoro abbia il monopolio assoluto sulla sua vita. E li vedi che si fanno calpestare e stropicciare come carta da cestino; e loro, questi lavoratori, si autoconvincono che sia giusto, perché il "posto" di lavoro viene prima di tutto.
Questo atteggiamento non l'ho mai condiviso e né sopportato e, in tutta la mia vita lavorativa, ho sempre cercato di contrastarlo.
Soprattutto quando, a mettere in atto questa pratica, sono stati datori di lavoro ignoranti ed arroganti. E dico arroganti per galanteria, perché certi atteggiamenti di questi individui, andrebbero catalogati sotto la voce:"Atti intimidatori di stampo Mafioso".
Nella mia vita, mi son ritrovato spesso a dover fare passi indietro per poter permettere a qualcun'altro di farne uno avanti, ma sempre utilizzando le forme ed i mezzi legali a mia disposizione.
Altri invece...
Ma non é tutto questo che mi fa incazzare.
É il fatto che, non potendo colpirmi legalmente, usino mezzucci da briganti; sotterfugi; cercando di confezionare avenimenti mai accaduti; distorcendo e alterando parole e fatti riportate da persone che, nella lororo "ingenuità", pensavano di fare bene.
Avere ragione, per me, è una magra consolazione e, francamente, non me ne sono mai fatto un cazzo, della ragione. Avere ed ottenere il rispetto della propria dignità, invece, è la cosa a cui tengo di più, fuori e, soprattutto, dentro l'ambito lavorativo, visto che ci passo molte ore del mio tempo e, non permetto neanche agli ingenui di diffamarmi.
Per concludere:
Questo é un mio sfogo personale, quindi non mettete risposte a questo post perché non me ne frega un cazzo dei vostri commenti e del vostro pietosismo. Se volete fare una cosa utile, ma a voi stessi, guardatevi dentro e, se siete delle cartacce, datevi una sveglia e reagite.  

A. Rumi

domenica 21 luglio 2013

In Paradiso in infradito

C'é un inizio, poi anche una fine.
Ma la fine di qualsiasi cosa, é tale solo se non ti resta nel Cuore ciò che hai iniziato.
Tiro i dadi della vita, sette passi avanti
Probabilità!
"Farete un viaggio all'estero".
Dire che un posto nuovo, appena visitato, "sia il Paradiso", é pura ipocrisia. 

Ma si può certamente dire: "Me ne sono innamorato!".
Così, come lo si dice di una donna.
É qualcosa che ti entra nell'animo; te ne accorgi subito, perché senti immensa la voglia di scoprirla, di toccarla, di farla tua.
E Lei, non é certo generosa. 












Carattere introverso, a tratti arido, cupo quasi "nebbioso".
Mostra di se solo quello che gli uomini precedenti, senza permesso, le hanno tirato fuori, contro natura; però, se non si é superficiali,  ci si può "guadagnare" il meglio di ciò che una vera compagna può offrire, addentrandosi,  con rispetto, nel suo interno più profondo.


Avere la voglia di scoprire tutti i "lati" del suo carattere, anche se a volte scoscesi, pungenti e spinosi, rende giustizia per quello che poi, sarà in grado di mostrare.
Non é l'evidenza quello che devi cercare in Lei ma, piuttosto, i piccoli particolari che sottolineano tutti i tratti del suo fascino.
Particolari che il tempo ha tratteggiato ed a volte, rimarcato con grande forza, lacerando lembi della sua nuda Pelle. Certo, potremmo anche chiamarle Rughe, ma non sarebbe rispettoso nei suoi confronti.

C'è un modo per farsi conquistare ed è quello di arrivare al suo Cuore, nel Teide.
Un Cuore caldo, vulcanico. 










Non erano pietre, in precedenza, quelle che vi mostrerà lungo il tragitto, ma lacrime versate dalla sua "bocca" e fatte tali per ricordare, per ricordarci, quello che questa bella ed onesta Signora era ed É ancora.














Scendo, passando come fa una spazzola sui capelli lunghi e ben curati di una signora, verso le sue pendici più estreme.Passando da quelli che sembrano essere i suoi piedi, a bagno nel Mare. Los Gigantes.











Mi siedo.













Ammiro e contemplo il rumore che fa il  silenzio dell'oceano, parlando con Lei senza usare la voce, ma non dà risposte. Quelle, forse, le devi cercare da solo, guardando oltre e partendo da te stesso.

A.Rumi.

Tenerife, 17 luglio 2013