venerdì 5 ottobre 2012

"In quanti siamo dentro di me?"













Premessa: 

·         Non conosco personalmente, nella persona di @NickBiussy, l’autore del libro che citerò .

·         Né ho mai letto una sua biografia (se mai ne ha pubblicata una).

·          La nostra frequentazione avviene solo su Twitter,  ma sporadicamente.

·         Non ho la presunzione di giudicarlo, se mai di descrivere ciò che ha suscitato in me ciò che lui ha scritto.

·         Non me ne frega un cazzo se ciò che leggerà non sarà di suo gradimento.

Detto questo….
non so quanto faccia bene parlare con se stessi, quello che so è che, ognuno di noi, ha  molteplici personalità. Ma non tutti lo sanno.

Quelli che non lo sanno , forse perché non si conoscono,  vivono perennemente con un fastidio interiore. Sanno che gli manca qualcosa ma non sanno cosa; ed è dimostrabile quando,  davanti a situazioni impreviste, momento in cui sarebbe utile adeguarsi all’evento,  non riescono a tirar fuori la personalità “Adeguata”;  quindi soccombono.
Quelli che invece lo sanno, spesso vengono tacciati di “Follia”. O addirittura di “Pazzia”.  Molto spesso, di “Infantilismo”.
Leggendo il libro di @NickBiussy (Esisto a Momenti), la prima sensazione che si ha è che il personaggio sia un pazzo da ricovero.  Proseguendo nella lettura, il giudizio cambia e prende consistentemente piede la sua follia. E siamo solo ad un quarto di libro. A metà dello stesso, si comincia a considerare la  genialità dello scrittore.  

Con semplicità infantile, proprio come farebbe un infante, riesce a dar corpo e vita ad alcune delle sue personalità; molto controverse e, contemporaneamente, distanti  dalla razionalità comune.

Gli argomenti con i quali si confronta, lettere da lui  spedite a se stesso  firmate  con nomi diversi dal suo  e a volte anche femminili, impongono al lettore una riflessione: “Ma in quanti siamo dentro di noi?”. E soprattutto: “Se siamo più di Uno, quale lato  deve emergere o devo coltivare maggiormente?”. Il rischio è, se non si conosce o se non si vuole conoscere  la risposta, che il nostro “io” cominci a far fatica nel tenere insieme e, coordinare, i pensieri di ogni singola personalità; ed è allora che, tutto si mischia e, cominciamo a generare  discorsi e dialoghi  incomprensibili , illogici, e all’apparenza “Folli”.
Che dire, forse per l’autore è stato solo un gioco fine a se stesso, una semplice operazione commerciale dedicata al guadagno  ma, a me personalmente, la genialità riscontrata in quelle righe, ha fatto molto riflettere;  soprattutto mi ha fatto riconsiderare l’atteggiamento, a volte incomprensibile, di alcuni miei conoscenti.

A.  Rumi

2 commenti:

  1. Già volevo comprarlo prima, ora devo averlo! Bravo, bel post.

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